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UMBRIA JAZZ WINTER # 26 (ORVIETO, 28 DICEMBRE – 1 GENNAIO)

6 Dicembre 2018 - ARCHIVIO

A cura di: redazione

 

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La Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz e il Comune di Orvieto si preparano alla nuova edizione dell’Umbria Jazz Winter.

Dopo l’anniversario dello scorso anno, con cui si è raggiunto il traguardo dei primi 25 anni di vita del Festival, questa edizione 2018, porta in scena alcuni tra  i più illustri nomi del jazz tricolore: da sottolineare la presenza dei 4 trombettisti, Rava, Fresu, Bosso, Boltro, accanto a personaggi di culto del jazz americano come Ethan Iverson e Barry Harris.

Molti artisti presenti quest’anno a Orvieto – hanno sottolineato dall’organizzazione –  hanno voluto approfondire aspetti particolari di quell’universo variegato che oggi è il jazz oppure della sua storia, dalle musiche del cinema italiano all’arte di Bud Powell e al bebop, dall’omaggio alla leggenda di New Orleans, la città culla del jazz, al ricordo di Fabrizio De André a vent’anni dalla morte con uno spettacolo tra jazz e canzone, ma anche letture e documenti originali.
Il programma conferma l’identità di una manifestazione “colta” – ma non elitaria! – che privilegia un rapporto profondo e motivato con la musica. Ci sono comunque, in linea con la filosofia di Umbria Jazz, anche proposte più “popolari”, nel senso di generi musicali che vanno incontro ai gusti dei non addetti ai lavori e/o non specialisti, ma che rispondono ai requisiti di qualità che da sempre per Umbria Jazz sono imprescindibili”.

Molti degli artisti presenti sono residenti e questo permetterà di  ascoltare più volte le loro performance, nel corso dei 5 giorni del festival, proposti in formazioni e progetti diversi.

Formula vincente non si cambia e così, si procede come sempre secondo uno schema che è risultato di alto gradimento di pubblico, che si radunerà nei ressi dei luoghi cult che ospiteranno le esibizioni, luoghi come il teatro Mancinelli, il museo Emilio Greco, le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, nel cuore dell’acropoli orvietana, con performance a formula di musica non stop presso il Palazzo dei Sette, il Jazz lunch, il Jazz dinner al Malandrino e il San Francesco.

Al jazz si affianca anche un’altra splendida e rinomata eccellenza d’Umbria, l’enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, che quì si affiancano per offrire un’iniziativa a tutto tondo. Torna anche un’altra tradizione con la strret banda toscana dei Funk Off che sfilerà per le vie del centro della Città della Rupe, proponendo il ben noto ed amato mix di funky e tradizioni musicali di New Orleans in chiave moderna, che ne ha fatto da tempo la colonna sonora ufficiale di Umbria Jazz.

Non mancheranno le jam session fino a tarda ora, ccon cui ritrovare i riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si parte a mezzanotte con la resident band di Piero Odorici e Daniele Scannapieco ai sax, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Antony Pinciotti alla batteria.

Seguendo il filo del programma di Umbria Jazz Winter da segnalare le visite guidate attraverso la storia di una delle più belle città dell’Umbria. Molto attesi i 2 momenti del concerto gospel che segue la Messa di Capodanno nel Duomo. “I canti religiosi della tradizione afroamericana (quest’anno il New Direction Gospel Choir del Tennessee) – ricordano ancora dall’organizzazione – sono una presenza fissa dei programmi del festival”. A proposito del Capodanno, 3 grandi veglioni, sono pronti per salutare l’arrivo del 2019.
Ultimo, ma non per ultimo, ritorna anche l’appuntamento con la vetrina di presentazione per celebrare 2 giovani formazioni: la vincitrice del Conad Jazz Contest 2018 ed il Berklee/Umbria Jazz Clinics 2018 Award Group, ossia gli studenti più promettenti tra quelli che hanno frequentato i corsi estivi del College di Boston.
Da segnalare come Umbria Jazz sia stata ufficialmente inserita dal Forum Intergovernativo Italia Cina e dall’Ambasciata Cinese a Roma tra le eccellenze italiane protagoniste degli scambi culturali tra Italia e Cina.
Tutto questo si deve al lungo lavoro della Regione e della stessa Umbria Jazz con le sue numerose manifestazioni in Cina. Importante anche il ruolo della Fondazione Italia Cina.

Un programma molto ricco e personaggi eccezionali aspettano gli ospiti che si prevedono molto numerosi e presenti, come sempre, per una manifestazione che rappresenta un’eccellenza culturale umbra ed italiana, una vetrina mondiale, come anche un’occasione di crescita e sviluppo per l’intero indotto economico della città e della regione.