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SPECIALE GIAPPONE – La mostra di moda Kimono moderna Vivid MEISEN inaugura la stagione 2016-2017 dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma

21 Aprile 2016 - ARCHIVIO
Di: Fabiana Carucci
Nel 150°anniversario delle relazioni fra Italia e Giappone, l’Istituto Giapponese di Cultura a Roma presenta la nuova stagione per un 2016/2017 ricco di mostre, cinema, musica, corsi ed eventi culturali a 360° con un programma ricco e variegato.
Si parte con la mostra dedicata ad uno dei simboli del Giappone: il KIMONO e la mostra,
VIVID MEISEN 22 aprile – 4 giugno

ore 17.00 inaugurazione/ visita guidata gratuita [senza prenotazione]

ore 18.30 Conferenza inaugurale di Tetsuya Oomori, direttore dello Ashikaga Municipal Art Museum, e Arai Masanao, laboratorio tessile Kiryu, ricercatore meisen

Organizzazione: Istituto Giapponese di Cultura in Roma, Ashikaga Museum of Art
Supporto: città di Ashikaga, Isesaki e Chichibu con Ashikaga Textile Association, Chichibu Meisen Association
Collaborazione: Laboratorio tessile Kiryu, Haruo Hashimoto, Kazue Kimura, Associazione dei ciliegi italo-giapponese
Planning: E・V・E Communications Group Co. Ltd.

 

Di: Fabiana Carucci

Il Kimono è uno degli elementi simbolo del Giappone, un elemento di richiamo per cultori e neofiti, un capo che racconta di usi e costumi d’ogni giorno. Ben lungi dall’essere relegato a momenti tradizionali o a cerimonie ufficiali, il Kimono Meisen si presenta marcando con forza la sua origine di capo concepito per la vita di ogni giorno. Comodo, evocativo, identificativo, il Meisen porta stampato un messaggio che racconta infatti pezzi di cultura.

Oggi, ci si è preparati con una nuova linfa vitale, così che sui Kimono in mostra, i tessuti Meisen portano accostamenti e tinte che richiamano alla vita quotidiana; forme stilizzate di barche a vela, onde del mare, eco voluti a brand di moda con accostamenti e geometrie in stile moderno. Il kimono Meisen è infatti nato proprio con la modernizzazione del Giappone, in un momento all’insegna di un vero e proprio mutamento culturale, di apertura all’estero.

All’occhio di un visitatore preparato, possono distinguersi le diverse tecniche di tessitura e colorazione, verso la creazione di abiti pittorici, abiti che parlano oltre a vestire. Ad accogliere i visitatori i kimono Meisen di richiamo classico, caratterizzati da stampe di matrice floreale ove su tutti regna la rosa ed il suo forte richiamo simbolico di dolcezza e femminilità. In pieno contrasto con il richiamo alla tradizione, due Meisen a figura intera di grande modernità, con geometrie pittoriche a contrasto, di quelle che ben starebbero sulle passerelle di Alta Moda.

Proseguendo sul percorso si trovano Kimono con riferimenti decisi ad elementi della vita quotidiana, di quelli che raccontano di una vita quotidiana fatta di mare, onde, barche a vela e momenti di vita.

 Il Giappone e la seta sono un binomio dal forte legame millenario eppure è “solo” dal 1854 che l’apertura del Giappone verso l’estero e l’inizio delle relazioni diplomatiche, danno una decisa spinta per l’export, sopratutto verso Europa e Stati Uniti. L’enorme quantità di bozzoli prodotti, non sempre portava alla qualità richiesta ed ecco che allora, nella tradizione contadina e ad uso familiare iniziò l’utilizzo dei bozzoli “di scarto” ossia quelli non destinati alla vendita estera, ed invece adoperati per la produzione familiare di tessuti, portando così alla nascita ufficiale del kimono Meisen. Un tessuto di origine popolare quindi, che proprio nel momento dell’esportazione verso occidente, porta il Giappone a ricevere in crescendo stimoli ed elementi di tradizione occidentale così da portare ad una vera e propria rivoluzione socio culturale. Ecco perché non si può considerare perciò il Kimono Meisen solo un abito, bensì lo si deve ritenere una vera e propria risposta artistico-culturale a firma orientale, alle correnti artistiche occidentali, all’impressionismo, al cubismo ed al futurismo.

Tra le tecniche usate, il Giappone ha ricevuto ed inglobato quella Ikat di tintura in fasci di fili, proveniente direttamente dal sud est asiatico, da Indonesia e Filippine, in epoca Edo e subito recepita nel sud del Paese per poi arrivare fino a Tokio ed espandersi quindi verso nord. In tarda epoca Edo, ossia a metà Ottocento, la regione giapponese del Kanto ha iniziato a produrre usando questa tecnica e poi personalizzandola con varianti come la tintura del filo con stampi katagami, capaci di portare ad una libertà di disegno ed intreccio che ben ha aperto le porte al disegno moderno.

La città di Ashikaga è la località principe nella produzione del Meisen, in quel della prefettura di Tochigi, in cui si è messa in atto una strategia tesa a creare abiti raffinati e nello stesso tempo accessibili a tutti, dove è stata messa la firma anche di famosi pittori del tempo quali Shuho Yamakawa e Shinsui Ito, i cui dipinti originali si possono ancora ammirare nell’Ashikaga Museum of Art. 

I Meisen di Isesaki nella prefettura di Gunma sono elaborati e coloratissimi con ricami che intrecciano fino a 18 colori diversi prodotti nel dopoguerra intorno cioè al 1950-1960 e ad appannaggio sopratutto delle sapienti mani femminili e con costi più elevati.

Il Chichibu Meisen è prodotto ancora oggi, siamo sempre nella prefettura di Gunma ove il Governo Giapponese ha designato il Meisen Bene Artigianale Tradizionale dal 2013 e nel museo locale si può trovare esposto l’intero e prezioso processo produttivo e dove è stato istituito il famoso Festival dei Bachi da Seta, il matsuri notturno di Chichibu con fuochi d’artificio.

In questo nuovo secolo all’insegna della globalizzazione, si fa sempre più forte la tendenza glocal, tesa a collegare le culture, rendendo allo stesso tempo forti, le diversità che diventano sinonimo di ricchezza ed esperienza da proteggere e presentare. Così, il Kimono si veste di nuovo, all’insegna delle tecniche antiche tramandate nei tempi e tra generazioni. Non si tratta di una semplice tessitura stampata ma di diverse tecniche, dalla più semplice a quella più articolata, all’insegna della sapiente arte d’intreccio di fili, colori, disegni, volti a creare contrasti e fusioni forti eppur ben amalgamati, che raccontano di un popolo e dei suoi intimi segreti, oggi come e più di ieri.